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Novità editoriali - 01/06/2010
Sustanzialmente io songo n'ommo allero (Roberto D'Ajello)

Introduzione al poeta
"I dialetti non sono un bene archeologico che occorre scoprire... né sono un dato immutabile. I dialetti sono vivi e si evolvono gradualmente... Si può affermare che essi riflettono il modo in cui una nuova civiltà della comunicazione di massa interagisce con la cultura popolare". Con queste parole Ermanno Vichi apriva il numero speciale che l'Istituto Regionale per i Beni Artistici e Culturali della Regione Emilia-Romagna dedicava alla legge sui dialetti. "Ed è proprio su questa convinzione e dunque sull'accento posto sull'intreccio tra eredità del passato e realtà quotidiana in continuo movimento che, a nostro avviso, deve radicarsi qualsiasi intervento o iniziativa che abbia a cuore la conservazione e la valorizzazione del dialetto". Raffaello Baldini, uno dei più grandi poeti italiani del '900 e che scriveva nel dialetto di Santarcangelo di Romagna, ricordava sempre ai suoi interlocutori che "in italiano vengono prima le parole delle cose; in dialetto vengono prima le cose delle parole". In questo contesto socio-culturale si pone la scelta di pubblicare il volume di poesie di Roberto D'Ajello che inaugura una nuova collana dedicata proprio al recupero e alla valorizzazione dei dialetti. Roberto D'Ajello è un magistrato con una lunga e prestigiosa carriera alle spalle che da un tempo illimitato si dedica allo studio ed alla promozione del dialetto napoletano di cui è diventato un autorevole studioso e divulgatore, basti ricordare a questo proposito le traduzioni nella lingua partenopea di opere come Pinocchio e Alice nel paese delle meraviglie per misurare l'alto livello di conoscenza che lo caratterizza per quanto concerne la conoscenza e la padronanza delle fondamenta strutturali e letterarie della sua lingua; conoscenza come padronanza assoluta che permette al poeta inteso in questo caso come "narratore in versi" di indagare la realtà, la quotidianità con un occhio ed una penna vigile, ironica, satirica, grottesca ed allo stesso tempo "cinica", senza retorica e falsi sentimenti. La poesia di Roberto D'Ajello è come una finestra sul mondo dove l'analisi dei fatti, dei personaggi e delle contraddizioni trova un giusto equilibrio lirico tra la parola ed il significato che la stessa vuole offrirci. Il verso scorre e ci guida nella lettura "amara" di un mondo dove non ci rimane altro che "sorridere" e trattenere la rabbia e qualche volta le lacrime. Un "sorriso" beffardo, anche di scherno, un gioco malinconico dove il poeta trasferisce la sua lunga esperienza esistenziale e professionale. Una poesia che unisce "leggerezza" nella scrittura e profondità di introspezione e di lettura dell'accadere che ci circonda, senza mai perdere la misura "estetica" che tiene insieme forma e contenuto.
Giacomo Martini


Una Avventura Straordinaria!

Sono passati più di vent’anni da quando insieme ad un piccolo gruppo di amici decidemmo di intraprendere questa avventura nel mondo della poesia e della letteratura consapevoli della difficoltà dell’impresa che ci accingevamo ad iniziare, ma anche del fascino culturale ed umano che questa storia ci avrebbe offerto.

Voleva essere un momento di incontro e di proposta per trovare nella poesia le risposte che le altre arti non riuscivano a darci; volevamo costruire un’occasione “ alta “ e nuova di comunicazione lirica e critica con il pubblico, i lettori, gli appassionati ed i poeti veri e presunti, i critici e tutti coloro che trovano nella poesia emozioni e valori “ altri “. Prima la rivista impegnata nell’analisi critica della poesia italiana dai maestri come Mario Luzi, Piero Bigongiari, Amelia Rosselli, Dino Campana fino alla generazione degli emergenti, Milo De Angelis, Roberto Carifi, Roberto Mussapi, Giuseppe Conte, Valerio Magrelli, Rosita Copioli, Gregorio Scalise…….tutti in un quadro di rigorosa riflessione critica.

Dalla poesia al teatro il passo è breve, per la nascita di una collana e di un laboratorio di “ teatro e poesia “ impegnato ad organizzare rassegne e letture in luoghi suggestivi e deputati da sempre alla rappresentazione scenica come il Festival di Santarcangelo dei Teatri. In questo contesto non poteva mancare l’attenzione alla saggistica letteraria ed ai nuovi autori. poeti e drammaturghi con la pubblicazione di testi di giovani autori di teatro vincitori del Premio Nazionale di Drammaturgia Contemporanea “ Gherardo Ghepardi “.

Così sono nate nuove collane e il nostro impegno è cresciuto, dalla rivista originaria ad una piccola casa editrice che vuole continuare ancora il suo lavoro nonostante le difficoltà economiche ed organizzative. Non poteva mancare nella nostra avventura uno sguardo al cinema, a quello d’autore per contribuire alla promozione della cultura cinematografica; da questa riflessione lavoriamo da anni ad una rivista, Cinema Libero, per ricordare anche una stagione cinematografica che portò il nome di Porretta Terme in tutto il mondo. Altre sfide, altri impegni ci attendono per continuare questa nostra splendida avventura.

Il Presidente
Giacomo Martini